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Finanza Etica

Ecco una serie di spiegazioni e materiali sulla Finanza Etica.

è inutile, possiamo far tanti discorsi più o meno sapienti, ma alla fine sono i soldi che contano, sono loro che governano il mondo…..l’amore lo farà anche girare, forse, ma è certo che sono i soldi che lo governano. Per cui se non volete essere complici passivi di speculazioni finanziarie, riciclaggi di denaro proveniente da droghe, armi, prostituzione….., o finanziatori inconsapevoli di progetti che portano devastazioni ambientali, sfruttamento dei lavoratori, inquinamento, consolidamento di situazioni di monopolio, dittature militari, e sperequazioni di ogni genere, togliete i vostri soldi da un circuito vizioso come quello bancario, ed immetteteli in uno virtuoso ed etico come quello di Banca Etica. E non solo, tramite Banca Etica si può orientare pesantemente anche il comportamenteo delle grandi imprese, tramite l’azionariato critico

Azionariato critico

Azionariato critico

Mi spiego: per azionariato critico s’intende l’acquistare alcune “Azioni” di imprese accusate di violazioni dei diritti umani, sociali o ambientali, in modo da portare delle domande e richieste correttive all’attenzione dell’Assemblea degli azionisti e della dirigenza della stessa impresa. Non solo, acquistare azioni di quella tale impresa significa poter votare durante l’assemblea dei soci, e votare naturalmente secondo la propria etica, non quella della società, concorrendo quindi possibilmente ad approvare le decisioni etiche e bocciare quelle non etiche.

Non solo, significa far sapere all’azienda che l’opinione pubblica è al corrente di quella specifica situazione, che magari la stessa voleva occultare, e contemporaneamente avvisare tutti gli altri soci che l’azienda si sta comportanto in maniera eticamente scorretta.

Non solo, essere soci significa avere migliore accesso ai documenti societari, e quindi poter fornire migliore e più precisa comunicazione della situazione all’opinione pubblica.

Già da molti anni Banca Etica si muove in quest’ottica con i propri fondi di investimento, e fortunatamente non è la sola. Esistono altri fondi di investimento e fondi pensione socialmente responsabili (Social Responsible Investment – SRI) che prestano attenzione non solo al rendimento economico dell’investimento, ma anche al comportamento e alla responsabilità dell’impresa in altri ambiti e che intervengono nelle assemblee dei soci per chiedere miglioramenti comportamentali.

In pratica quindi non si tratta di acquistare azioni solo per speculare prevedendo che il loro valore aumenterà e permetterà di realizzare un guadagno, ma acquistarle per cercare di controllare e dirigire l’azienda.

E per chi si sente scoraggiato in partenza, ricordo che a livello mondiale e USA in particolare esistono altri importanti realtà che operano in tal senso, come la statunitense ICCR (Interfaith Center on Corporate Responsibility). A titolo di esempio, di incoraggiamento e di grande successo, a novembre del 2008 Banca Etica, con le sue 50mila azioni in “dote”, ha partecipato all’assemblea di CISCO, colosso mondiale degli apparecchi che servono per far funzionare Internet, ed assieme agli altri attori di azionariato critico sono riusciti a far passare una mozione che impedirà alla CISCO di collaborare con il Governo cinese nelle operazioni di “censura” ad Internet, operazioni che avrebbero potuto essere tranquillamente effettuate dagli apparecchi che la CISCO fornisce alla Cina. Si tratta quindi di un grande successo a salvaguardia della democrazia e libertà di informazione, che sarebbero altrimenti stati oscurati.

Non siete ancora convinti? continuate a leggere allora…

Distinguiamo, per favore!

In questi giorni tanto si parla e si parlerà del famigerato “Scudo Fiscale”, grazie al quale rientreranno in Italia miliardi e miliardi di euro, ma sarebbe meglio dire circa seicentomila miliardi di lire, una cifra difficilmente immaginabile…..

Vorrei fare alcuni distinguo e una domanda: chi e come ha calcolato la cifra di 300 miliardi di Euro di valore previsto dei capitali che rientreranno; come ha fatto a calcolarla, se pur spannometricamente? se sono capitali “nascosti”, su banche svizzere e paradisi fiscali, come fanno ad avere un idea delle loro dimensioni? hanno tirato ad indovinare? oppure sanno, eccome se sanno ….? ma se sanno perchè non agiscono….?

A dire il vero ci sarebbero molte altre domande da fare, a partire dal perchè le persone “normali” devono pagare il 30-40-50% di tasse mentre questi “anonimi” (visto che la legge garantisce l’anonimato) pagheranno solo il 5%….., ma sono considerazioni già fatte e rifatte

Il distinguo che vorrei fare io invece è semplice, e lo avrete già capito se avete visto il video: non tutte le Banche si sono prestate a questa operazione (decidete voi se vergognosa oppure lecita). Tutte meno una, tutte meno Banca Etica, per il quale da sempre il denaro non è il fine, non è l’obiettivo da raggiungere con tutti i mezzi e a tutti i costi, ma viceversa un semplice strumento da usare con scienza e coscienza per aiutare un vero sviluppo, basato su equità, condivisione e trasparenza.

Intervista a Banca Etica

Come ha già dichiarato nei miei “Credo“, ritengo che la Banche abbiano un potere immenso nel dirigere la vita dell’umanità. Credo che uno degli strumenti più potenti che ogni singolo cittadino ha a disposizione sia la scelta (e quindi il supporto, sia pure indiretto) di una Banca che sia fondata su principi altamente etici rispetto ad una per cui il denaro è il fine da raggiungere a tutti i costi piuttosto che un mero strumento di sviluppo, così come lo è per Banca Etica. Non tutti però conoscono Banca Etica, anzi la maggior parte degli Italiani non la conosce ancora, o al massimo ne ha appena sentito parlare. Ecco allora un mio piccolo personale contributo per diffondere e divulgare questa splendida realtà. In questa modesta intervista con Luigi Barbieri, Vicepresidente di Banca Etica, cerchiamo di descrivere brevemente chi è e cosa fa Banca Etica.

Per chi avesse solo due minuti due di tempo riassumo ai minimi termini i concetti principali:

Banca Etica è nata dal mondo del Volontariato, non dal mondo dell’imprenditorialità “capitalistica”. Soci fondatori sono state infatti serie e note Associazioni di volontariato che inizialmente avevano costituito una Cooperativa (MAG) che gestisse gli aspetti finanziari senza dover essere costrette a passare attraverso le banche normali. Suo scopo è favorire l’accesso al credito per tutti quei soggetti che gli Istituti finanziari tradizionali non servono, in particolare le realtà dei paesi in “via di sviluppo”, e alle organizzazioni appartenenti al terzo settore. Quindi dare credito a chi non ha le classiche garanzie reali da offrire in cambio. Per mantenere assoluta democraticità vige il principio “un socio, un voto” indipendentemente dal numero di azioni possedute (anche le deleghe sono limitate ad un massimo di dieci). Quindi tutti i soci sono eguali. A testimoniare la sua importanza vi sono oggi ben 35mila soci, di cui più di 30mila sono normali persone fisiche, e il tasso di crescita è ogni anno a doppia cifra. Nella pratica Banca Etica, prima di concedere un finanziamento, esegue sempre la Valutazione socio-ambientale, verificando le conseguenze di natura sociale ed ambientale inerenti il progetto. Per contro si attiva essa stessa supportando le pratiche di micro-finanziamento senza garanzie, vera unica e grande rivoluzione per cambiare il destino di migliaia di persone a cui un piccolo prestito permette di iniziare un circolo virtuoso di uscita dalla povertà. Non è richiesto nessun sacrificio per diventare correntisti e/o soci di Banca Etica, poichè essa dispone di tutte gli strumenti propri di qualsiasi altra banca, dal bancomat al home banking, alla convenzione con gli sportelli postali, dai mutui alle carte di credito, dai fondi d’investimento al POS, con tassi e condizioni a livello di mercato. Su una cosa però non è come le altre Banche: la trasparenza. Sul sito trovate tutto, ma proprio tutto, senza nessun tipo di reticenza o ostracismo, dai moduli con le condizioni contrattuali per tutti i tipi di rapporti alla descrizione minuziosa di tutti i progetti, al bilancio ufficiale a persino gli archivi delle passate Assemblee dei soci, ecc. ecc. In definitiva ogni euro tolto da un Istituto di credito tradizionale, e portato in Banca Etica, toglie ossigeno ad un sistema attore e complice delle multinazionali e delle lobby di potere attuale, per immetterlo invece su una struttura in cui l’uomo e non il potere rimane al vertice dei propri pensieri.

Coniugare Etica e rendimenti? si può fare.

Chi ha la fortuna di avere qualche soldino da parte, si ritrova da qualche anno a questa parte ad avere a che fare con rendimenti bancari bassissimi. Investire in fondi o altri strumenti pone problemi oggettivi di sicurezza e soggettivi di etica.

Come socio di Banca Etica da diversi anni, ho investito qualche risparmio nei fondi d’investimento di Etica sgr, la società del Gruppo che si occupa di tali strumenti.  Non voglio aggiungere altro, ma lasciare che parlino per me le comunicazioni relative ai premi vinti nel 2011 da Etica Sgr:

Lipper Fund Awards Italy 2011

Premio Alto Rendimento 2011

Mentre di seguito riporto la comunicazione che mi avevano inviato nel 2010, concentrata come leggerete sui rendimenti e sull’azionariato critico.

Milano, 28 luglio 2010
Gentile Cliente,
l’anno in corso si conferma diffìcile per i mercati finanziari a causa di una ripresa economica lenta e disomogenea e per le conseguenze della crisi che si ripercuotono sull’economia reale e sui risparmi delle famiglie.
La nota positiva arriva dalla crescente voglia di finanza socialmente responsabile espressa dalle famiglie italiane. Risparmiare con attenzione  alle tematiche di responsabilità socio-ambiestale è un trend in crescita: nei convegni, presso le università, con le aziende ed i sindacati, nel mondo bancario e finan­ziario, nelle sedi istituzionali, ci permettiamo di ribadire come i temi della finanza etica meritino anche nel nostro Paese un approccio attento, professionale e possano contribuire al dibattito in corso sulle strategie per migliorare il mondo della finanza.
La metodologia di analisi di Etica Sgr, in continua evoluzione e miglioramento, che privilegia le imprese che si impegnano in un cammino di sostenibilità socio-ambientale, continua a ricevere una buona attenzione dal mercato e ciò è confermato dal fatto che, nei primi sei mesi dell’anno, 2200 nuovi clienti hanno scelto i fondi del Sistema Valori Responsabili, portando il numero complessivo dei clien­ti a 17.200.
Nello stesso periodo la raccolta è aumentata di circa 75 milioni di euro attestandosi a 391 milioni di euro. Anche la semestrale della società si è chiusa con un dato estremamente positivo ed in crescita rispetto allo scorso anno.
In questo primo semestre, Etica Sgr ha continuato a lavorare intensamente sui criteri di analisi delle imprese, dettagliando meglio le tematiche riguardanti la corruzione, la biodiversità, i diritti umani, la gestione e il monitoraggio della filiera dei fornitori e la responsabilità di prodotto. Il Comitato Etico ha dedicato ampio spazio a temi delicati quali la gestione delle acque, bene necessario alla vita, da trattare con grande attenzione e senza intenti speculativi. Conscguentemente Etica tiene contò nelle proprie analisi degli sforzi delle imprese che lavorano per razionalizzare e ridurre gli sprechi idrici nei cicli produttivi, che si adoperano per evitare l’inquinamento delle falde acquifere, che rendicontano sugli investimenti effettuati per migliorare la gestione del ciclo dell’acqua.
Anche quest’anno è continuato il dialogo con le imprese per chiedere la trasparenza nella determi­nazione delle remunerazioni e dei bonus dell’alta dirczione, l’impegno nell’adozione di politiche di rispetto dei diritti umani negli stabilimenti in Paesi particolarmente controversi. Ad oggi Etica Sgr ha partecipato e votato per conto dei sottoscrittori dei fondi e secondo le linee guida pubblicate sul sito web della società a 8 assemblee: Indesit Company e Landi Renzo (Italia), Astrazeneca e British Gas Group (Gran Bretagna), Eli Lilly e Dell (Stati Uniti) K+S e BMW (Germania).
Nella newsletter allegata alla presente lettera trova un maggior dettaglio degli interventi.

Privilegiare imprese e stati sovrani che si impegnano nel rispetto dell’ambiente e delle comunità loca­li ovvero aziende gestite secondo regole di buon governo societario, non significa rinunciare a rendi­menti: a marzo 2010 i nostri fondi hanno vinto per il secondo anno consecutivo i prestigiosi Lipper Fund Awards: il fondo Valori Responsabili Obbligazionario Misto ha vinto nella categoria Mixed Asset EUR Conservative – Eurozone per i rendimenti a tre anni (2007-2009), mentre il fondo Valori Responsabili Bilanciato è risultato il migliore per la categoria Mixed Asset EUR Aggressive – Global per i rendimenti a tre anni (2007-2009)*.

Finanza1 Finanza2  

Altroconsumo e L’Etica delle Banche

Molti di voi conoscono certamente l’ormai storica Associazione di Consumatori “Altroconsumo“, che in Italia conta circa trecentomila iscritti, cioè soci. Questa Associazione, spesso ospite di trasmissioni a tutela del consumatore come “Mi manda Raitre” ed altre, si occupa di tutelare i consumatori da un lato informandoli su pregi e difetti di prodotti/servizi sul mercato, dall’altra denunciando tutti i comportamenti scorretti presso le autorità competenti, ed infine mediante pressione sugli organi politici per il miglioramento delle leggi esistenti, a favore dei consumatori.

Tra le sue attività di informazione l’Associazione stampe diverse riviste (principalmente 5) ciascuna delle quali specializzata in una determinata tematica. La rivista “Soldi&diritti”, come suggerisce il nome, si occupa di tutto ciò che è relativo a Banche, Assicurazioni, fondi pensione, diritti di successione, diritto condominiale ecc. ecc.

Bene, personalmente seguo Altroconsumo da più di 20 anni, e da allora ricevo appunto “Soldi & diritti”. Purtroppo (per noi) una costante di tale rivista sono gli articoli che descrivono piccole e grandi truffe delle banche, sopraffazioni, mancata concorrenza, costante discredito dei diritti del cliente, corporativismo, scarsissima trasparenza ecc. ecc., che appunto da sempre contraddistingue l’operato delle banche italiane.

Lo scorso marzo Altroconsumo ha effettuato un’ennesimo test sulle banche, questa volta concentrandosi sulla “eticità” delle stesse, analizzando tutta una serie di parametri di riferimento. Bene, nel test era finalmente presente anche Banca Etica, e con mia somma soddisfazione ho potuto finalmente vedere una “investitura ufficiale” di ciò che vado ripetendo da molti anni, e cioè che Banca Etica è davvero etica, contrariamente alle altre banche prese in esame, che invece escono dal test assolutamente screditate (e che altro?).

Sono quindi particolarmente lieto di inserire nella sezione “Indispensabili”  questo articolo comparativo in questione, che spero ardentemente vorrete leggere e magari stampare e tenere in salotto, per farlo diventare uno degli argomenti di discussione ogni qualvolta qualcuno propone di “cambiare il mondo”; si può fare, e gli strumenti ci sono già.

Microcredito: uno strumento indispensabile per risollevare l’economia

E badate bene, sto parlando dell’economia italiana, mica quella del Burundi o del Ghana… cioè per i PSV (Paesi in Via di Sviluppo), per quelli dò il concetto per scontato ed assodato (e chi vuole approfondire un attimo può leggere l’estratto gratuito del libro “Un mondo senza povertà” del premio Nobel Yunus…).

No, qui parlo del fatto che l’Italia è il paese che in Europa ha tra i più alti tassi di esclusione finanziaria anche tra i lavoratori dipendenti, tra i quali il 10% non ha un conto bancario.

Parlo del fatto che in Italia, una delle banche più piccole in assoluto, Banca Etica (30 milioni di euro di capitale sociale) in questi anni abbia deliberato oltre 5 milioni di euro in microcredito “italiano” di buona qualità risultando il primo soggetto erogatore in Italia (ricerca Ritmi), mentre colossi come Unicredit (9,6 miliardi, quindi 300 volte maggiore) e Intesa SanPaolo (6,6 miliardi, 200 volte maggiore…)  che hanno disponibilità estremamente più elevate abbiano dato molto molto meno…

Parlo del fatto che, finalmente, dopo la recente tempesta finanziaria (mai prevenire eh, sempre tamponare dopo…), anche le istituzionali europee e internazionali e i governi occidentali riconoscono al microcredito la capacità di diventare strumento di inclusione sociale (capirai, tanto ci voleva appunto…)

Purtroppo la situazione legislativa è tutt’altro che favorevole, non esiste al momento una normativa che faciliti (e renda meno oneroso) – il processo/istruttoria delle banche  nel concedere microprestiti. Sarà forse per non turbare l’operato “tradizionale” di banche e usurai? Domanda legittima visto che il giro di affari (dell’usura) è stimato in 20 miliardi di euro all’anno ed  è ormai controllato perlopiù dalle grandi organizzazioni criminali.

Se potete pertanto, combattete l’usura e l’esclusione sociale supportando chi aiuta i soggetti in difficoltà tramite il microcredito, insomma diventate soci di Banca Etica contribuendo ad aumentare il suo capitale sociale (e di conseguenza la capacità di concedere prestiti).

Credo che l’energia sia potere. Chi detiene/gestisce le fonti di energia, detiene/gestisce il potere. Che si tratti di energia elettrica per la luce, gli elettrodomestici e le macchine industriali, che si tratti del gas per cucinare, che si tratti del carburante per le auto, i camion, i trattori, i treni, gli aerei, tutto richiede energia. Nel mondo una grande fetta di energia si ricava dal petrolio, e la produzione/distribuzione dello stesso è per lo più nelle mani di solo 5 (cinque) grandi multinazionali, le cosidette “cinque sorelle“: ExxonMobil, Royal Dutch Shell, British Petroleum (BP), ChevronTexaco e Gulf Oil (in buona parte però già confluita nella Chevron). Credo non occorra essere grandi esperti economisti per capire che un simile oligopolio non vada a favore del consumatore. Oligopolio che si ripete anche per le altre due importanti fonti di produzione, il nucleare e l’idroelettrico. In nome del petrolio prima, e del metano più recentemente, per garantirsene il possesso/gestione, sono cambiate intere strategie ed alleanze internazionali. Intere nazioni sono ostaggio delle società che gestiscono l’estrazione e la commercializzazione di queste immense fonti di guadagno.

Credo che affrancarsi dalla schiavitù del petrolio/metano significhi non solo migliorare la nostra condizione economica, ma anche eliminare uno dei maggiori motivi di sopraffazione tra popoli; se infatti domani nessuno consumasse più tali prodotti, le grandi multinazionali che li controllano perderebbero ogni interesse a controllare/influenzare la politica del Paese in cui tale prodotto si trova. O credete forse che in tali Paesi siano i cittadini a controllare la politica? come ad esempio in Iraq? ed oltre al controllo dell’acqua perchè Israele attacca la Palestina? e perchè la Russia attacca la Georgia? e naturalmente si potrebbe continuare a lungo…..Ecco perchè va incentivata al massimo la produzione di energia dal sole, dal vento nonchè la geotermica, o lo sfruttamento delle correnti marine e/o del moto ondoso, o qualsivoglia altra fonte veramente rinnovabile e non inquinante. Mi permetto pertanto di inserire il link di INNESCO, la Esco creata da Banca Etica che opera nel settore dell’energia con questi presupposti.

aggiungo infine i collegamenti ad una  rassegna stampa, alcune considerazioni sull’ultima assemblea dei soci, uno sulle truffe/inganni di banche/assicurazioni,  e il mio Credo personale..

.

Assicurazioni etiche? una si!

Come ho già scritto, credo che il denaro sia potere, e quindi più denaro gestisce una certa entità, può potere detiene.

Ora tutti noi sappiamo che il denaro da molti anni a questa parte ha due circuiti privilegiati di flusso, è cioè il mondo Bancario e il mondo Assicurativo. Credo molti di noi sappiano perfettamente i vizi e i problemi legati a queste due tipologie di aziende, ma molti meno conoscono delle corrispondenti alternative etiche. Per quanto riguarda le banche, nel mio sito ho parlato più volte di Banca Etica, e quindi non starò a ripetermi ulteriormente. Ma siccome Banca Etica attualmente non entra nel mondo assicurativo, vorrei attirare la vostra attenzione verso una reltà assicurativa che gli assomiglia, e quindi va a coprire questa enorme voragine “attira-soldi” che ad oggi viene gestita nella quasi totalità con criteri tipici del mondo imprenditoriale-speculativo.

Cedo pertanto la parola, o meglio la tastiera, a Piero Bonis che essendo del mestiere ci presenta brevemente questa interessantissima realtà:

Le spinte etico- solidali sono in movimento da anni anche nel settore assicurativo.

Banca Popolare Etica ha raggiunto l’obiettivo e la visibilità di soggetto portatore di una economia alternativa in un mercato orientato al profitto ed alla speculazione.

Siccome banche ed assicurazioni vanno a braccetto, anzi nel nostro sistema economico agiscono come un unico soggetto decisionale (lobby?), ecco che la Cooperativa C.A.E.S. (Consorzio Assicurativo Etico Solidale), unica per ora in Italia, punta alla nascita di una Impresa di assicurazione etica.

Non ci sono ancora i numeri sufficienti e quindi per ora Caes è un intermediario, una agenzia, che “appoggia” i propri clienti/assicurati presso Assimoco Assicurazioni, Società che per tradizione e per target è vicina al mondo cooperativo e delle banche popolari.

Finora Caes ha raccolto un cospicuo portafoglio clienti ed è un valido riferimento nel settore no profit delle cooperative e delle associazioni.

Il sito www.consorziocaes.org è una valida piattaforma per trovare informazioni (mission, storia, e organizzazione), per conoscere i prodotti (presentazione delle polizze) e per chiedere preventivi. Altri riferimenti si possono trovare anche nelle sedi di Banca etica.

Alcuni pregi: la trasparenza (riguardo anche alle provvigioni riconosciute), la chiarezza delle clausole, la destinazione etica degli “utili”.

Caratteristica che distingue i prodotti Caes nel mercato assicurativo è la normativa studiata, discussa e concordata con l’Impresa di assicurazione (mandante) secondo criteri di equità, solidarietà, eticità, ecc.

Naturalmente il “potere contrattuale” di Caes è direttamente proporzionale alla forza del portafoglio, cioè dipende dal numero e dalla consistenza dei premi raccolti.

Caes non vende prodotti finanziari o speculativi; non vende prodotti vita che non siano tecnicamente assicurativi (cd. rischio puro); nel mercato assicurativo è concorrenziale nelle polizze per cooperative e per associazioni; sebbene la sede sia solo a Milano ha una buona gestione dei contratti via internet e via posta.

Nel nostro territorio ci sono già persone e associazioni che operano con Caes singolarmente o in gruppo.

Se non si riesce a liberarsi dalle assicurazioni … vale la pena pensarci.

..

Per chi vuole approfondire la genesi della realta “Banca Etica”, sono veramente molto felice di inserire nella mia sezione “Indispensabili” questo libro che ritengo tale per la sua proposività e dimostrazione che il mondo si può cambiare, eccome. Infatti questo non è l’ennesimo testo di mera denuncia delle grandi e piccole disgrazie che affliggono vuoi l’Italia vuoi il mondo in generale, in particolare in questo caso nel settore dell’economia e della finanza, ma al contrario è la vera storia di un sogno, di un’utopia che ora non è più tale: per l’appunto la nascita di una banca etica, un’apparente contraddizione di termini che in questo caso però è reale e provata.  Per leggere gli estratti dei vari capitoli cliccate sull’immagine della copertina…


Da alcuni anni vi parlo di Banca Etica e delle sue potenzialità per rilanciare l’economia italiana sana ed equosostenibile… in un altro articolo invece ho presentato Yunus e la sua rivoluzione pacifica e silenziosa del microcredito… In molti Paesi infatti vi è uno strato di piccoli e piccolissimi imprenditori che potrebbero ampliare decisamente i loro affari, diffondendo sviluppo e benessere, tramite un piccolo prestito che consenta loro di acquistare un determinato bene ed espandersi. Il problema è che quasi sempre non hanno garanzie da prestare e quindi le banche normali non concedono il prestito.

Oggi pertanto sono felicissimo di poterVi presentare KIVA, che unisce  il concetto del microcredito con l’etica di uno strumento sociale internazionale di prestito. Kiva è un sito web che permette agli utenti (che possono essere  cittadini di qualsiasi Paese) di erogare dei micro-prestiti a piccoli imprenditori nei Paesi in via di sviluppo.

In questo caso quindi è il creditore, che può essere canadese, turco, francese, giapponese ecc., che decide a chi prestare i propri soldi, e sempre a lotti molto piccoli (25 dollari al colpo).

Kiva è nato da pochissimi anni ma ha subito un successo enorme, ed oggi i numeri che riesce a muovere sono enormi. Dal mio punto di vista è uno strumento straordinario, quanto la Greemen Bank di Yunus, quanto Banca Etica, perchè va a finanziare proprio quell'”humus” di microimprendorialità che le banche normali spesso tralasciano, e che viceversa è il vero artefice dello sviluppo di una sana classe borghese/imprenditrice che genere un circolo virtuoso di sviluppo di una filiera e relativa distribuzione della ricchezza.

Insomma ciascuno di noi può, con un piccolo prestito di 25 dollari=20 euro (prestito eh, cioè vi viene restituito!!!) contribuire allo sviluppo vero delle economie più deboli.

Non voglio dilungarmi troppo, spero di avervi interessati abbastanza per leggere il relativo articolo con cui Wired Italia parla di Kiva, che ho cercato di sintetizzare al massimo, mentre per gli “inglesofoni” (tranquilli, ci sono i sottotitoli in italiano 🙂 segnalo questo toccante intervento/spiegazione di una delle fondatrici del progetto, Jessica Jackley.


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LA FINANZA “UFFICIALE” INVECE…..

Breve raccolta di articoli, nient’affato esaustivi, sulle modalità di azione, le strategie, le intenzioni e quant’altro della finanza tradizionale……

– Ecco l’inchiesta di Altroconsumo: tutte bocciate tranne Banca Etica!

– Il nucleare conviene? alla banche certamente si!

– Il ruolo delle banche nella “bolla immobiliare” italiana.

Le banche e la crisi: non è un loro problema!

– Finanza e lobbies: binomio indissolubile.

– Costi stellari sulle carte: multa dell’Antitrust.

– Paradisi fiscali: lotta solo a parole…

..

AUTODIFESA….

Segnalo infine  che nella mia sezione con i  libri indispensabili  ho inserito, tra gli altri, il libro “Il risparmio tradito” di cui al link trovate gratuitamente un corposo estratto, del matematico Beppe Scienza (prof. dell’Univers. di Torino), che ci consiglia su come gestire il nostro risparmio senza fare gli errori classici e senza farci ingannare dal sistema bancario/assicurativo, e meglio ancora ci riporta una serie infinita di grossolani errori compiuti da tali attori (in buona o malafede giudicate voi), i più famosi dei quali sono i bond argentini e Parmalat, che si sono sempre rivelati deleteri per i risparmiatori, ma sui quali i responsabili non hanno mai pagato. Da leggere assolutamente prima di pensare a chi rivolgersi per la gestione del proprio risparmio.

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