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IL CROLLO DELLA SCUOLA

Posted by marcobarbon su 3 gennaio 2014

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Parto per una breve visita in una cittadina siciliana. Mi spiace per lo stato di degrado in cui versa questo paesetto; i negozietti, le strade, le piazzette, tutto esprime trascuratezza e un senso di abbandono. Ma quello che mi ha più colpito è lo stato in cui versa la scuola media, un palazzo prossimo al crollo. Nel paese vicino la scuola è strutturalmente presa meglio ma l’ attività scolastica pomeridiana è sospesa, e gli insegnanti, pagati, a disposizione perché il comune non ha i soldi per garantire il servizio mensa, e quindi le ore di insegnamento previste il pomeriggio non si svolgono, orario ridotto. Crollo strutturale e culturale. Poi ti avvicini a Catania e ci sono centri commerciali ovunque, mostri immensi che spuntano dalla terra, sfarzosi, luccicanti, incantevoli . Cose scollegate l’una dall’altra, o forse c’è un filo sottile che le lega?

Anni addietro la nostra società era famosa per le arti e per le scienze, ora siamo diventati una comunità votata esclusivamente allo spreco e al consumo, scolaretti educati dalla televisione, il consumismo prima di tutto e nelle ultime posizioni, ovviamente, l’istruzione, (siamo l’ultimo, fra i 23 paesi europei, per investimenti nella scuola); perché una persona colta sa cogliere meglio i valori della vita, preferisce curare la propria spiritualità invece dell’ immagine, sa cogliere la vera bellezza, cosi al riguardo scriveva Peppino Impastato: ” Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Ed io impavido frequentatore del centro commerciale o delle nuove cittadine fatte di negozi, una volta lì, mi sono perso sulle giostrine con mio figlio, a rimirar lo splendido paesaggio che si coglieva dalla terrazzetta dei giochi, e non sono riuscito ad entrare in nessun negozio, anche se ora, per necessità, un negozio di scarpe mi aspetta. Necessità è una parola chiave, di cosa abbiamo realmente bisogno? Cos’è per noi una necessità? Quanto può durare una società onnivora e che senso ha? Ho visto centinaia di persone entrare ed uscire felici dai negozi, prossime ad un ennesimo acquisto, ora ci devo entrare anch’io, ma prima devo recuperare il mio spirito perso per quelle colline verdi attorno all’ Etna, è andato lì perchè lì si sentiva in pace.

Grazie per l’attenzione Marco Barbon

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Una Risposta to “IL CROLLO DELLA SCUOLA”

  1. […] IL CROLLO DELLA SCUOLA. […]

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