San Biagio di Callalta – Movimento 5 Stelle

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QUANTO SIAMO GRANDI E QUANTO VOGLIAMO CRESCERE

Posted by marcobarbon su 29 maggio 2013

Abbiamo lavorato un anno, gli ultimi sei mesi davvero intensamente, nel territorio di un piccolo paese del trevigiano con 14mila abitanti, ho conosciuto ragazzi fantastici che hanno fatto questo percorso assieme a me, abbiamo sfiorato il 10%, ma non è stato sufficiente per eleggere un consigliere. Abbiamo scelto di fare una lista con tutte persone del luogo, quasi tutti giovani ma è stata una scelta che non ha pagato in numeri elettorali,  però abbiamo ottenuto la creazione di un gruppo, ottimo, di ragazzi volenterosi e capaci, in un paese dove il moVimento 5 stelle non esisteva. E’ stato piantato un seme ora attendiamo la crescita di una pianta forte, che ben si radichi nel territorio per raccogliere i frutti fra cinque anni.

Cosa abbiamo capito dopo questa esperienza? Dove possiamo migliorare?

I voti nei comuni vanno verso gruppi capitanati da persone che hanno già avuto precedenti incarichi in comune, dunque ben conosciuti dalla comunità, e che conoscono la macchina amministrativa. Il vincolo dei due mandati a livello di piccoli comuni ci penalizza. Fare due mandati a livello comunale, magari all’opposizione, non deve essere visto come un trampolino di lancio verso la conquista del potere ma come una scuola amministrativa, come un rodaggio per poi essere pronto, se chiamato a cariche elettive di un certo spessore. A mio modesto parere questo vincolo dovrebbe essere elevato, per lo meno a comuni capoluogo di provincia o comunque molto grandi.

L’esperienza acquisita è una risorsa se affidata a persone oneste. I problemi, spesso, richiedono una risposta immediata e si deve essere in grado di dare una risposta efficace. Questa riflessione induce ad ampliare il campo di questo ragionamento, dobbiamo elevare la qualità delle nostre scelte anche a livello nazionale e questo si ottiene allargardo il consenso su queste scelte, più vasta è la base che sceglie e minori sono i vincoli per la scelta dei candidati più alta risulterà la qualità e la competenza dei candidati eletti. Vi cito un semplice esempio: Endrizzi fa un intervento in aula sulla patologia del gioco d’azzardo davvero efficace ed interessante e l’onorevole Gallinella posta una proposta sul blog di Grillo a favore delle aperture di Casinò in Italia, proposta che va in direzione contraria allo spirito che da sempre contraddistingue il MoVimento 5 stelle. C’è qualcosa che non va.

Tutti gli appartenenti ai meet up sono iscritti al blog di Beppe?  Le regole per accedere all’ iscrizione al meet up non dovrebbero essere uguali per tutti i meet up e magari includere l’iscrizione al blog Beppe Grillo.it? Serve una maggiore organizzazione e dei punti di riferimento nei vari meet up, la famosa piattaforma liquida, dove esprimersi, deve essere attivata il più presto possibile, per effettuare quelle scelte condivise e partecipate che tanto auspichiamo.

Dobbiamo migliorare la comunicazione, l’ottimo lavoro svolto e la qualità degli interventi in parlamento trova pocchissimo spazio al di fuori della rete, si deduce che lo spazio ce lo dobbiamo andare a prendere con  apparizioni televisive. E’ innegabile che non siamo riusciti a spiegare il nostro NO ad un accordo col PD e che la questione della mancata creazione del governo ci ha fortemente penalizzato, il nostro elettorato non ci ha scontato la possibilità di formare un governo di cambiamento e si è sfiduciata. Questo non vuol dire che dovevamo fare un governo col PD (evidente a tutti la sua incapacità di rinnovare la classe dirigente) ma dovevamo avere pronta una proposta concreta e dei nomi credibili, una controproposta immediata, chiara. Le parole di Beppe su Rodotà e l’apertura di credito ad un governo di cambiamento erano la prima cosa da fare e da dire, magari interpellando la base sul blog, ci siamo arrivati quando il treno era già passato.

Il governo Cinque Stelle/PD non sarebbe comunque mai nato ma non ci saremmo caricati di questa responsabilità, che purtroppo ora, nostro malgrado, ci viene attribuita, ed è l’argomento che più si è sentito, andando tra la gente, durante la campagna elettorale per le comunali.

Il moVimento 5 stelle è un moVimento inclusivo, invece diamo l’impressione di essere un moVimento esclusivo, dobbiamo dialogare con gli altri e prestare attenzione alle richieste altrui, anch’io come molti, prima, votavo un altro partito. C’è sempre da imparare. Come ha dimostrato la scelta di Rodotà esistono delle bravissime persone anche fuori dal MoVimento, Maurizio Pallante, Domenico Finiguerra, Andrea Baranes e tanti altri, perché non coinvolgerle? Perché non proporre Rodotà come prossimo presidente del consiglio?

Prima di lasciarvi a commenti e considerazioni su quanto scritto vorrei dire un ultima cosa: Ignazio Marino è una persona per bene e indubbiamente migliore di Alemanno, esattamente come Rodotà era meglio di Napolitano. Spendo le ultime due parole per la mia città, Treviso: qui c’è un sindaco poi vicesindaco della Lega Nord di 84 anni, il nuovo che avanza, che è lì da 20 anni, inchiodato alla sua poltrona, parliamo tutti di cambiamento mi sembra giunto il momento di cambiare.

Delle ultime elezioni non guardate le percentuali ma il numero dei votanti e paragonateli alle elezioni precedenti, ne risulta che ha vinto il partito dell’astensionismo e abbiamo perso tutti.

L’ho scritto venerdì alla chiusura della campagna elettorale, lo ribadisco ora: non è importante quanto siamo grandi, questo conta poco o nulla, la cosa importante è non perdere la voglia di crescere, abbiamo ancora molto da imparare.

Poi ognuno ha un suo pensiero e questo è semplicemente il mio.

Grazie per l’attenzione Marco Barbon

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3 Risposte to “QUANTO SIAMO GRANDI E QUANTO VOGLIAMO CRESCERE”

  1. […] QUANTO SIAMO GRANDI E QUANTO VOGLIAMO CRESCERE. […]

  2. gian said

    è tutto quello che hai scritto che mi piace,su di voi che siete l’anima del movimento…..i vertici beh lo sai cosa sono

  3. Francesco said

    è un articolo scritto molto bene, ma -se posso permettermi- non sono completamente d’accordo. Non conosco a fondo la realtà di San Biagio però avete lavorato bene e la strada è giusta (quella di prendere quasi tutti giovani). Nell’articolo sembra un limite. Nella realtà non lo è. Mi spiego, a mio avviso a Treviso abbiamo fatto l’errore -se così si può definire- di non candidare tanti giovani, o comunque di non dare sufficiente spazio – e e giovani non se lo sono preso (per me ad esempio è stata quasi una scelta essendo entrato da meno di un anno e non volendo sembrare una prima donna, un novellino “sborone”. Se il M5stelle deve essere un movimento di rottura, già quella generazionale è una chiave di lettura. Sono assolutamente d’accordo con te sulla comunicazione. Mi paragono sempre a Treviso avendo vissuto sulla mia pelle la campagna elettorale:
    per me Ale Gnocchi rimane il mio candidato tra i papabili migliore. E anche a confronto con gli altri partiti era ed è sicuramente il più preparato su molte tematiche. Tuttavia a Treviso per fare il sindaco devi essere conosciuto nel Centro Storico -noi abbiamo fatto questa scommessa sulla “periferia” e abbiamo perso ma questa lettura dovrebbe avere risalto sia nei nostri circoli che all’esterno -un consigliere della periferia che siede nel consiglio comunale = anche gli “esclusi” possono farsi sentire. Rimango del parere che a Treviso avessimo comunque poche chance di vincere perché, prima di votare noi -che siamo l’estrema ratio- la gente passa per l’opposto della Lega-PDL ovvero il PD.

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