San Biagio di Callalta – Movimento 5 Stelle

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Un lungo viaggio

Posted by marcobarbon su 4 gennaio 2013

le-foto-di-strade-di-montagna-nb17502Ormai sono passati mesi da quando uno dei miei tanti amici, laureato alla ricerca disperata di lavoro, è partito, destinazione Londra. Rivederlo, sentirgli dire che sta bene, che ha trovato subito lavoro e casa mi ha fatto immensamente piacere, sentire il padre dire che lui e sua moglie hanno fatto una vita di sacrifici per permettere al loro unico figlio di studiare, per fargli avere un futuro migliore, e che non si immaginavano che questo avrebbe voluto dire vederlo un paio di giorni all’anno, questo mi ha lasciato un pò perplesso e mi ha  indotto a riflettere. Non esiste più il lavoro su cui è fondata la nostra repubblica. Le assunzioni in Italia sono solo di precari che, dato di oggi, hanno raggiunto quasi 3 milioni di contratti a basso reddito, a cui viene negato anche il credito perchè non in grado di fornire garanzie, la disoccupazione è all’11% , un giovane su tre non ha lavoro e al sud uno su due. Si parla della fine del tunnel e della famosa luce in fondo che vede solo il governo Monti, noi siamo dentro al tunnel e non vorrei che la luce che si vede in fondo sia un treno in arrivo.

La soluzione è partire? Cambiare nazione? Beh in un certo senso si, la soluzione è partire per un lungo viaggio, non verso l’estero, ma verso un nuova meta all’interno del paese e prima ancora dentro di noi, con l’obiettivo di cambiare noi e il nostro modo di vivere il bel paese. Il nostro territorio è meraviglioso, difficile trovarne uno così bello, perchè andarsene? Il problema è cambiare il modo di viverlo questo paese. Enrico Berlinguer in un intervista del 1981 diceva: molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi o sperano di riceverne, o temono di non riceverne più. ( Ringrazio Ubaldo Giardelli per il contributo storico).

Di certo c’è solo che quello che abbiamo fatto fino ad adesso ha peggiorato la nostra società e annebbiato la prospettiva di futuro. Il rapporto con la natura che ci circonda inerme è degenerato e si è chiamati a scegliere fra lavorare e respirare come all’ILVA di Taranto. Dobbiamo cambiare il modo di vedere le cose, la prospettiva. Più che vedere direi guardare con occhi diversi, la differenza è l’impegno che ognuno di noi deve essere disposto a metterci se veramente vogliamo un cambiamento, non si può pensare di attraversare l’oceano stando sulla spiaggia ad osservare l’acqua, bisogna darsi da fare, per conoscere, per capire, per intraprendere un cammino.

Ho cominciato a pensare a mio figlio che ha 30 mesi e al futuro che lo aspetta, a dove ci porterà l’impostazione attuale di questa società del profitto e di come tutte le cose abbiano assunto come unità di misura il denaro, dobbiamo guadagnare tanti soldi nel minor tempo possibile, la velocità e la fretta ci impediscono però di cogliere quello per cui veramente vale la pena vivere. Ho riletto da poco Il piccolo principe e mi è rimasta in testa la sua espressione più famosa: l’essenziale è invisibile agli occhi, poi leggo in rete questa affermazione: era talmente povero che il denaro era tutto quello che aveva, e penso che una società nuova sia possibile.

Fra poco ci saranno le elezioni nazionali che molti auspicano come il punto di svolta, tutti sbandierano il cambiamento. Io so per chi voterò e mi è ben chiaro, voterò moVimento 5 stelle, ma questo non è importante perchè le cose non cambieranno finchè non cominceremo a prendere decisioni che rispecchiano il cambiamento che vogliamo vedere, dobbiamo chiederci se le scelte che abbiamo fatto fino a ora hanno migliorato la nostra vita. Se ci accorgiamo che una strada è sbagliata dobbiamo tornare indietro e cambiare strada, non ha senso accelerare per arrivare prima alla fine della strada sbagliata.

Possiamo e dobbiamo fare scelte diverse, in discontinuità col passato, che siano esse politiche , economiche o finanziarie, esistono esempi di sviluppo ecosostenibile che renderebbero migliore la società in cui viviamo, esistono banche etiche dove si può veramente dire che la mia banca è differente, dobbiamo  scegliere e scegliere significa rinunciare, difficile rinunciare alla cosa più comoda per quella più giusta, costa fatica, mentale e fisica. Non abbiamo bisogno di cambiare nazione alla ricerca di un posto migliore, ma questo non vuol dire rimanere qui, inermi, in balia delle decisioni altrui, sperando che in qualche modo qualcuno si ricordi che esistiamo, dobbiamo intraprendere un lungo viaggio non per cambiare paese ma per cambiare il paese. Il viaggio sarà difficile, tortuoso, pieno di insidie, cadremo e ci faremo male ma non ci fermeremo.
Nessuno ha mai commesso un errore più grande di colui che non ha fatto niente perchè poteva fare troppo poco. Se facessimo tutto ciò che rientra nelle nostre capacità rimarremmo letteralmente sbalorditi, io ho deciso di incamminarmi. Siamo ad un punto di non ritorno, sappiamo quello che è giusto fare ma non abbiamo il coraggio di farlo.

Sù amico è arrivato il momento di andare, ordina alle tue gambe di obbedire al tuo pensiero, un lungo viaggio ci aspetta.

Grazie per l’attenzione  Marco Barbon

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16 Risposte to “Un lungo viaggio”

  1. Barbara Spinelli said

    Mio figlio invece a 41 anni è stato licenziato a settembre , si è trasferito con la famiglia in Spagna,, sta cercando lavoro e sono preoccupata per lui.
    Si sarà un lungo viaggio, siamo in tanti ad averlo intrapreso, speriamo di essere sempre di più.

  2. marcella said

    bellissima riflessione, condivido in pieno! quando ho cominciato questa avventura ero sfiduciata, delusa, mi sentivo un alieno; adesso invece dico che almeno ci dobbiamo provare!
    cominciamo noi a cambiare stile di vita, intanto, gli altri ci seguiranno!

  3. Loris D. said

    Serve una rivoluzione culturale ma se le menti migliori partono chi resta a farla? Intanto cominciamo noi….

  4. Natascia said

    Caro Marco la tua riflessione mi è piacuta molto, ma ti dico una cosa: al momento l’Italia non è in grado di tenersi i suoi cervelli e permette loro di andare via ad arricchire i Paesi stranieri. E’ cosi, noi Italiani abbiamo una preparazione che gli altri ci invidiano, perchè passiamo anni e anni sui libri …ed il nostro Paese che fa?!?!?! Preferisce arricchire i suoi poveri PORCI (scusatemi il termine!) ignoranti, che pensano solo ai loro 15.000 € al mese (o anche più!), ai benefici, alle auto blu, costringendo NOI a tirare la cinghia per risanare l’economia!Lo sforzo deve essere comune: TUTTI DOBBIAMO CONTRIBUIRE!Mi dispiace Marco, ma io non ci sto a lavorare con un contratto a prestazione occasionale, dopo aver fatto (consapevolmente e volutamente!) delle rinunce, sacrifici miei e della mia famiglia per permettermi di studiare…..Vorrei tanto lottare, ma preferisco andare via!Mi dispiace,ma l’unica cosa che voglio è pensare a me stessa…dato che il mio Paese non lo fa 😦

    • marcobarbon said

      Natascia hai tutto il mio appoggio, sai che ho molta stima e mi rincresce vederti partire. Tu e il tuo gruppo siciliano siete ragazzi in gamba, avete un energia straordinaria e ottime menti. Io metterò il mio tempo e la mia forza per far si che gente come te torni a casa e che il piccolo Ricky ( mio figlio per chi non lo conosce) un giorno non debba essere costretto a partire alla ricerca del suo futuro. E’ chiaro a tutti che così non và , allora cambiare mi sembra sia la prima cosa da fare, se non si è fatto finora è perchè il sistema e colluso con la politica e tutela gli interessi degl i”amici” e non dei meritevoli. Buon viaggio e a presto.

  5. sofia astori said

    belle riflessioni, Marco, che condivido. Curiosamente, leggo anche qui il detto di chi non fa nulla perchè può fare troppo poco…in antitesi all’esempio del colibrì che porta le gocce per spegnere il bosco e adesso -solo adesso, giuro- pensandoci mi accorgo che la mia goccia la porto e…sì, con un certo orgoglio…insomma, dai che spegniamo l’incendio!!

    • marcobarbon said

      Sofia fà piacere sentire le tue parole, danno forza. Siamo come un virus da immettere nel sistema. Si, siamo tutti una piccola goccia che unite assieme spero facciano una grande onda che spazzi via questo sistema.

  6. giannigirotto said

    Un viaggio lungo e difficile, se qualcuno vuole approfondire e trovare una serie di Associazioni che lo possono accompagnare e tramutare in realtà tante buone intenzione, le trovate su http://giannigirotto.wordpress.com/agisci/ e su http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/

  7. nilla said

    Complimenti perchè i tuoi articoli sono sempre interessanti e scorrevoli nonostante tratti argomenti importanti ti si legge sempre volentieri e con leggerezza. Io ho consigliato a mio figlio 24enne di cambiare solo città da Mirandola di Modena si è trasferito a Milano per riuscire a lavorare così come altri 10 amici perchè dopo il terremoto qui le aziende non hanno ricevuto ancora aiuti e nonostante si arrangino faticano a rialzarsi.
    Molte aziende artigiane hanno chiuso, Oltretutto abbiamo pagato l’imu su case non agibili ecc……C’è disoccupazione . Ho consigliato ai ragazzi di non andarsene come da loro progetto perchè è un loro” diritto-dovere,” rimanere, votare, protestare e questo lo possono fare solo rimanendo.
    Nella storia l’emilia ha saputo reagire e ritengo sia ora di rifarlo. I giovani sono determinanti perchè gli anziani sono troppo legati al vecchio ricordo della liberazione e hanno paura che il cambiamento li possa portare nel baratro di un altra dittatura senza accorgesi che la stanno vivendo, ora, passivamente.
    Questo è il loro paese e devono lottare per tenerselo! ……alle prossime votazioni è importante votare il nuovo …..l’unione fa la forza!
    Ciao Marco grazie !

    • marcobarbon said

      Grazie Nilla per l’apprezzamento mi incoraggia ad andare avanti. La tua analisi della situazione dell’Emilia mi riporta in mente tutti quei politici per ore davanti alla tivù a parlare del terremoto e a promettere di tutto e di più, ma che fine hanno fatto? E perchè i giornali e le tivù non parlano più dell’ Emilia, del L’Aquila ect? Mah strano paese il nostro, fatto di politici bugiardi e spesso ladri, di cittadini ottusi e con problemi di memoria. Abbiamo una grande occasione, basta poco come in Sicilia, inserire persone oneste non colluse col sistema che denuncino i misfatti, le malefatte e che siano d’esempio . Ma di questo tivù e giornali non parlano. Prendo spunto e scriverò io un articolo. Ciao e grazie ancora.

  8. Elisa said

    splendido articolo, pienamente d’accordo, null’altro da aggiungere alle tue favelle…
    per fortuna ci sono tanti italiani che la vedono come te e la sottoscritta, speriamo di cambiare l’italia in meglio, l’impegno e la voglia ci sono, vedremo se ci sarà data la possibilità di farlo… Buona domenica

  9. Maria said

    Ciao Marco io non partirò,cercherò di far studiare i miei gioielli e spererò con tutto il cuore che trovino il loro essere qui.Ci credo e come molti di noi mi auguro che qualcosa cambi e nel mio piccolo voterò qualcosa di diverso,voterò gente nuova,gente onesta e gente che non vorrà arricchirsi alle spalle della gente normale!!!!!Spero che il tempo mi dia ragione.PS.I tuoi articoli sono sempre molto interessanti.Un abbraccio forte.

    • marcobarbon said

      Cerchiamo di costruire un’alternativa, partiamo avvantaggiati rispetto agli altri…peggio di così era davvero difficile fare. Si distrugge sanità, scuola, lavoro,si cancellano i diritti, e si porta la pressione fiscale A STRANGOLARE le piccole e medie imprese che sono il cuore pulsante dell’Italia. Si pagano ai nostri parlamentari ,per questo bel lavoro effettuato, gli stipendi più alti al mondo, e in più rubano. Cambiare si può, cambiare si deve. Grazie per i complimenti, ma tu sei di parte. Baci e abbracci a tutti.

  10. vera meneghel said

    ciao Marco! che piacere ritrovarti qui! condivido pienamente quello che scrivi! un bacione

  11. cristian bernardi said

    Torneranno…e sarà un piacere rivederli…ci vorrà molto tempo ma in tutti si fa tutto!

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