San Biagio di Callalta – Movimento 5 Stelle

  • Facebook

  • Visite ricevute (notazione inglese)

    • 26,554 hits

Il ricordo di quell’attimo

Posted by marcobarbon su 15 novembre 2012

                                                                                                                                                                                                                                                              Molte persone si sono trovate invase dall’acqua in questo periodo di pioggia e porteranno per sempre il ricordo di quell’attimo.

I fondi per la salvaguardia del territorio della regione Veneto in una decina d’anni sono stati quasi azzerati, rimettere in sicurezza il nostro paese dal punto di vista idrogeologico eviterebbe sciagure già largamente annunciate e produrrebbe posti di lavoro ma non accadrà, come sempre in questi giorni i nostri politici riempiranno trasmissioni TV e giornali con tante belle parole (era imprevedibile, è un evento eccezionale, provvederemo subito, solidarietà agli alluvionati, ect ect) e degnissime iniziative che andranno scomparendo pian piano con la scomparsa dell’emergenza, mi chiedo siamo sicuri che il problema sia la classe politica che ci governa chiaramente incapace di trovare soluzioni visto il costante ripresentarsi di questo problema in tutta Italia o loro sono solo una parte del problema? Ad un certo punto nel video di Qui Piave libera (http://vimeo.com/53494780si sente in sottofondo un contadino dire ” no fà pi fred”, a me personalmente sono venuti in mente subito le problematiche del cambiamento climatico e la discussione di martedi con gli amici del MoVimento 5 stelle di San Biagio di Callalta dove si notava che non c’è più la nebbia che caratterizzava il nostro territorio in questo periodo e la neve in montagna adesso è diventata pioggia intensa, che scendendo dalla montagna in quantità considerevole  in poco tempo, aggiunta a quella che cade nel nostro territorio, dove gli argini sono più stretti e bassi, fà disastri. Possiamo dunque dire che uno dei problemi è il cambiamento climatico, non facile da risolvere perchè molto più grande di noi.Cosa possiamo fare? Non ci sono soluzioni facili e immediate. Un’idea di come bisognerebbe affrontare la situazione me la fa venire in mente una favola africana che ora vi racconto: durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. Cosa credi di fare? Gli chiese il leone, vado a spegnere l’incendio! rispose il piccolo volatile, con una goccia d’acqua? Disse il leone con un sogghigno di irrisione, e il colibrì proseguendo il volo rispose: io faccio la mia parte.

Un secondo punto, già accenato all’inizio, è la messa in sicurezza del nostro territorio, che dovremmo legare alla tutela dell’ambiente per porre rimedio al cambiamento climatico e per avere una paese più verde e meno grigio. La prima risposta delle amministrazioni chiamate in causa risuona come un eco: i soldi sono pochi e quei pochi che abbiamo sono già destinati ad altre attività. In questo periodo che le risorse sono poche è chiaro a tutti, allora dobbiamo assicurarci che questi pochi soldi venganno spesi bene, facile a dirsi difficile a farsi diranno tutti, io vi rispondo difficile ma non impossibile se si hanno buone idee, se le risorse sono poche vediamo di non sprecarle, e di risparmiarle con l’uso delle nuove tecnologie che ci aprono un mondo di possibilità immediate e di risparmio futuro. Se non ci si riesce da se come comune a trovare qualche soluzione concreta invito tutti a copiare da chi invece ce l’ha fatta a fare le cose senza spendere soldi e risparmiando risorse, sono i comuni virtuosi e il movimento per la decrescita felice, ci sono bellissimi libri e siti internet che spiegano come fare passo dopo passo. Noi, per il momento,preferiamo spendere i soldi in continue colate di cemento che cancellano il paesaggio,e si lì spendiamo noi i soldi per quelle colate di cemento, non direttamente ma indirettamente, eh già signori siamo noi che finanziamo con le nostre scelte di vita e politiche queste lobby che hanno come unico scopo quello di arricchire se stessi e non certo la salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Quando un giorno impareremo a portare i nostri figli a passeggiare in mezzo alla natura e a farli correre spensierati e liberi invece che a fare lunghe code in macchina per portarli al centro commerciale la domenica, maledicendo il traffico, senza accorgersi che il traffico siamo noi, per comprare cose spesso inutili. che non ci servono realmente o che vanno a sostituire cose perfettamente funzionanti ma passate di moda. Quando eviteremo di fare interminabili file per l’ultimo telefonino ultratecnologico, che ci permette una superconnessione per scrivere sui social network che non ce la facciamo ad arrivare a fine mese,  forse allora le cose cominceranno a cambiare. Non si risolve il problema solo cambiando i politici con cittadini che hanno una visione diversa dell’ambiente e del bene comune, questo è un’ inizio un primo passo, ma il vero cambiamento si ottiene se cominciamo a cambiare noi. Non sarà facile ma se veramente vogliamo una società diversa non esiste altra strada. Ci sarebbero tante cose da aggiungere, dico un’ultima cosa che ho scritto tempo fà che non avrei mai provato se non immerso nella natura e poi smetto di annoiarvi: l’altro giorno sono andato per campi con mio figlio di 2 anni, lui correva felice e spensierato ed io dietro di lui, per un attimo mi sono sentito piccolo anch’io  pervaso da una sensazione di pace e di quiete interiore e da uno strano pensiero: un giorno ricorderò questo momento come uno dei più belli della mia vita. Fra un pò di tempo quei campi spariranno e lì probabilmente sorgerà un bel centro polifunzionale con negozi, uffici,appartamenti di 50 mq, ma dubito che passando di  nuovo da quelle parti riuscirò ad emozionarmi, mi resterà il ricordo di quell’attimo.

                    Grazie per la vostra attenzione.     Marco Barbon

Annunci

9 Risposte to “Il ricordo di quell’attimo”

  1. Loris D. said

    Splendido, Marco. Lo diffondo… Loris.

  2. marcobarbon said

    Grazie Loris gentilissimo

  3. Gaetano said

    Ciao Marco, ho letto il tuo articolo e mi trovi completamente daccordo sul fatto che il cambiamento deve partire da noi come singola persona, stiamo andando alla deriva senza nemmeno accorgercene annebbiati da una sempre più frenetica e sbagliata crescita innovativa. Bisognerebbe capire che spendere i “pochi” soldi che ci sono per arginare i fiumi non è una spesa inutile ma, al contrario, un investimento, basta pensare che il prossimo anno non si ripresenterà il problema e non si spenderà nulla per quanto riguarda le spese dei danni.
    Per quanto riguarda il cambiamento climatico la situazione è veramente grave, se ogniuno di noi non inizia a comportrsi come il colibrì arriveremo all’auto-distruzione, se non iniziamo a limitare cemento, gas nocivi e schifezze varie fra poco non avremo neanche il tempo di scappare dal rogo della foresta.

    Un saluto dalla Sicilia agli amici del Veneto

    Gatano Bannò

  4. marcobarbon said

    Grazie Gaetano. Non possiamo più aspettare che qualcuno faccia qualcosa per noi, dobbiamo muoverci e scegliere noi qual’è il futuro che vogliamo.

  5. Michele Berton said

    Ciao Marco, quello che dici è talmente ovvio, ma solo per chi ha buon senso. Sono d’accordo con te basterebbe una sana consapevolezza per capire che infondo anche i politici che sono ora al potere in parte rappresentano anche l’indifferenza di molti cittadini (noi cittadini..) “il colibrì proseguendo il volo rispose: io faccio la mia parte”, non tutti la facciamo, anche se basterebbe poco.
    Tu ti stai impegnando molto a livello sociale, certo non tutti possono o vogliono farlo. Io per esempio credo di essere una persona che sta nelle regole, ma non molto impegnato nel sociale,comunque so per chi voterò :-).
    Ho apprezzato molto quello che hai scritto.
    Un saluto dal tuo collega.

    Michele Berton

    • marcobarbon said

      Caro Michele grazie e gentile come sempre.Spero che le cose migliorino ma non credo succederà se noi non contribuiamo anche con le piccole scelte della vita quotidiana.

  6. desichinellato said

    Per quel che conta: il problema è la costruzione errata e senza linee guida delle opere urbanistiche e di edilizia privata. ( non si deve vietare, si deve riordinare) Gli enti non interagiscono fra loro, un permesso di costruire è indipendente dal permesso di attingere acqua o dagli scarichi. L’ente che certifica la costruzione dovrebbe assicurasi che vi siano tutti i parametri efficienti del territorio e del sottosuolo. In soldoni hanno costruito su bacini di raccolta idro geografici importati, rompendo le falde. Il veneto è un bacino ricco d’acqua. Esemplifico: Provate ad immergere un muro di cemento nella vasca da bagno stracolma d’ acqua..che succede? Travasa tutto fuori. Così funziona. Il cemento è servito e ci serve, tutti abitiamo in una casa e non in una palafitta di legno. I cambiamenti climatici, non li considererei punto focale della questione, parlerei di cambiamenti paesaggistici e di civiltà ( abbiamo più competenze ma le sfruttiamo peggio di una volta..vi veda per le costruzioni dei ponti…. tralasciando le speculazioni degli appalti piccoli e grandi). Ci vogliono amministrazioni efficienti e di competenza. Punto La nebbia funziona come l’acqua, se ci metti dei muri di cemento si spacca e ce n’è meno. Accanto le nostre strade ci sono case e non campi. La competenza e l’efficienza sono una buon motore per non sprecare soldi pubblici ed evitare gli errori. Sintesi, mi piace quello che hai scritto, io sono solo po’ più pragmatica.

    • marcobarbon said

      Ciao Desi la nostra tecnica. Nel paese in cui abito che anche tu conosci bene ci sono più di 600 appartamenti vuoti e si cancellano campi di terra per costruirne altri come vicino alle scuole medie per intenderci,l’esempio più clamoroso: in centro c’è il vecchio consorzio agrario che crolla a pezzi da più di vent’anni, l’ex consorzio è lì in disfacimento ma i campi che lo circondavano sono diventati tutti appartamenti invenduti, era auspicabile una scelta diversa.

  7. marcobarbon said

    Il mio articolo (la parte finale) la trovate sul blog di Beppe Grillo ,hanno ripreso una parte dell’articolo da un mio post e l’hanno pubblicato come articolo con questo nome: Il momento più bello della mia vita http://www.beppegrillo.it/2012/11/il_momento_piu.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: