San Biagio di Callalta – Movimento 5 Stelle

  • Facebook

  • Visite ricevute (notazione inglese)

    • 26,468 hits

L’Italia disabile

Posted by giannigirotto su 24 settembre 2012

L'Italia disabileSono felice di pagare delle tasse eque per quello che è il mio reddito, le pago volentieri come tutti i residenti in Italia, in cambio lo stato, le regioni e i comuni amministrano ottimamente il territorio e garantiscono i servizi e la protezione sociale a tutti i cittadini, le cose funzionano e il primo pensiero di tutti è sempre il bene comune e il futuro del bel paese. I miei soldi sono spesi bene perchè qualsiasi sia la decisione da prendere prima vengono le persone con la loro storia, la vivibilità del territorio, un utilizzo sano e parsimonioso delle risorse che il mio paese offre, e ove possibile col massimo impegno di tutti prepariamo la nostra terra come si fà per una tavola imbandita di primizie per i migliori ospiti che la nostra casa possa ricevere, la prepariamo per quelli che verranno dopo di noi,vogliamo lasciare ai nostri figli un mondo migliore e lavoriamo duramente per questo. La mattina mi alzo volentieri per andare al lavoro, vado a guadagnarmi il salario che permette a me di soddisfare le necessità della mia famiglia e allo stato di programmare il miglior futuro possibile per noi con i contributi che giustamente mi trattengono per l’efficacia dei beni e servizi che mi vengono offerti, siamo il primo paese dove nessuno resta indietro e l’idea di comunità ha prevalso su tutti gli interessi che siano essi personali o politici.Che bel paese l’Italia come si vive bene in Italia. Il problema è che poi mi sono svegliato e questo era solo un sogno, un sogno forse irrealizzabile che però mi ha fatto venire in mente una citazione che avevo letto da qualche parte: nulla accade prima di essere stato un sogno.

Il ritorno alla realtà è stato brusco e doloroso, sul tavolo la busta paga della mia compagna che per due ore di supplenza ha avuto una retribuzione di euro 4,46 totali, il giornale parla di proteste delle commesse per le aperture domenicali, di Regione Lazio e consigli regionali a cui il denaro pubblico arriva a fiumi, in Veneto la regione assegna 2 milioni di euro ai singoli assessori per far pubblicità e 2100 euro mensili è la somma che ognuno dei 60 consiglieri regionali eletti incassa come rimborso: vengono prelevari dal fondo per le spese impreviste, tutto in regola ma non chiarissimo da capire mentre la parola crisi si legge dappertutto, leggo di Equitalia che per la riscossione dei tributi passa al setaccio i cittadini in maniera lineare senza scrupoli per nessuno, senza conoscere le situazioni personali trattando evasori e poveri cristi alla stessa maniera, anzi chi ha evaso ha avuto la possibilità di far rientrare i capitali dall’estero con una tassazione del 5% , e per concludere alla grande leggo che l’assessore alla sanità della regione Veneto Remo Sernagiotto del PDL vuole modificare la legge attuale per chiedere ai ragazzi disabili un contributo che va dai 30 ai 90 euro per la frequentazione dei centri diurni, alle famiglie che se lo possono permettere come contributo per i trasporti, così dice. Siamo di nuovo arrivati alla tassa sui disabili, ci aveva gà provato Liviana Scattolon (Lega Nord) con la maggioranza dei sindaci dell’Usl 9 (in qualche bilancio comunale c’erano fiori e fuochi d’artificio e si chiedeva un contributo da parte dei disabili, questione di priorità). Eravamo nel periodo 2009/2010 e gli amici del PDL sostenevano: “Non occorre del genio per capire che non si può campare, con in casa un disabile, ne con sette ne con diecimila euro. I deboli e il dolore vanno sostenuti non tassati”, gli amici del PD:”Ci troviamo di fronte a qualcosa di incommentabile, sono solo i disabili di Treviso e dintorni che mettono così in ginocchio, con i loro centri diurni, le casse dell’Azienda sanitaria locale? Si tratta della stessa azienda che si è ricordata di ammanchi in cassa quando se n’erano già volati quattro milioni e mezzo di euro?”, gli amici dell’UDC: “Se hai un reditto di 7590 euro annui e un figlio disabile, sei già bravo se non ti spari, altro che pagare la tassa sui centri diurni. Questa è una str…….”(Tribuna di Treviso 19 marzo 2010). Eravamo nel periodo pre elettorale non ve lo siete dimenticati, e se ve lo siete dimenticati ve lo ricordo io.

Ero convinto che in quel momento avessimo toccato il fondo e invece i nostri politici mi stupiscono quotidianamente, e arrivati a toccare il fondo hanno cominciato a scavare, ma una società che non sà prendersi cura della parte più debole, di quella parte silenziosa e sofferente si può chiamare società civile? Chi decide che questo debba accadere? Lo decide la POLITICA, lo decidono i politici e lo decidiamo noi quando li votiamo o quando decidiamo di non andare a votare, politica significa: amministrazione delle città per il bene di tutti, ma vi sembra che i nostri politici operino nel nostro interesse? Chi di voi si sente tutelato da questa classe politica? Noi li abbiamo delegati ad amministrare il bene pubblico e a preparare il miglior futuro possibile per i nostri figli, vi sembra che stiano facendo un bel lavoro? Vogliono un contributo dai disabili ma li avete visti i loro stipendi? Li avete visti i rimborsi elettorali che percepiscono nonostante il referendum che cancellava il finanziamento pubblico ai partiti? Caro Remo Sernagiotto prendiamo la pensione più alta di un disabile e la sua indennità di accompagnatoria sommiamole e parifichiamo tutti gli stipendi della regione, provincia e comune alla somma ottenuta, il disavanzo lo usiamo per creare un fondo sociale,si può fare anche in forma volontaria che ne dice? Sarebbe un bel esempio di politica al servizio del cittadino. Lei dice:”Un genitore di un figlio non disabile, del resto, provvede a dargli da mangiare e quindi lo può fare anche il padre di un figlio disabile”, ma lei si ascolta quando parla? Vorrei ricordarle che lei come tutti i politici siete nostri figli illeggittimi a cui tutti i giorni dobbiamo provvedere, voi non producete nulla e costate tantissimo e il rapporto qualità prezzo lascia molto a desiderare, voi politici siete nostri dipendenti il vostro lauto stipendio ve lo paghiamo noi cittadini. Cari politici cominciate a ridurvi lo stipendio eccessivo per il servizio che ci rendete visto il buco della sanità della regione Veneto  a guida Lega-PDL da vent’anni (Dal sito della regione Veneto. Le criticità del sistema: Negli stessi anni in cui non si aggiornava la programmazione, si ampliava a dismisura il “buco” nei conti della sanità veneta amministrata da Lega Nord e PDL: dopo un lungo e abile occultamento mediatico, si è scoperto che la verità era persino peggiore di quanto l’opposizione denunciava: una voragine di 1.350 milioni di euro a cui il Veneto dovrà far fronte nei prossimi 25 anni. Un’ipoteca di 40 milioni di euro all’anno che grava pesantemente sul futuro)e visto le prospettive future che con tanto amore ci avete preparato. Siete tutti i giorni in televisione e sui giornali a spiegare i sacrifici a cui avete chiamato i cittadini per salvare l’Italia e se invece di proferire tutte quelle parole al vento cominciaste a dare l’esempio? Noi saremmo sicuramente cittadini più soddisfatti. Mio nonno diceva sempre che il miglior modo di spiegare qualcosa a qualcuno è dare l’esempio e che le cose stanno così finchè non arriva qualcuno e le cambia, ma non si può chiedere al potere di riformare se stesso, è finito il tempo delle deleghe è ora di andare a riprenderci i nostri diritti, è finito il tempo dell’attesa, cosa dobbiamo ancora sopportare? Questa classe politica non è più all’altezza, è evidente la sua incapacità di affrontare i semplici problemi della quotidianità figuriamoci se è predisposta a cambiare il suo modo di agire e il sistema in cui agisce fatto di intrecci di interessi dove il cittadino è l’ultima ruota del carro,è altresì evidente la volontà di questa classe politica di rimanere ancorata in tutti i modi alla poltrona e al potere che essa gli concede. Per risolvere i problemi prodotti dal vecchio modo di pensare ci vuole un nuovo modo di pensare. Ricordiamocelo quando saremo chiamati al voto.

Marco Barbon

MoVimento 5 stelle Treviso Nord

se ti piace condivi su Facebook e/o altri siti cliccando l’immagine qui a destra Bookmark and Share Gianni Girotto

Annunci

11 Risposte to “L’Italia disabile”

  1. giannigirotto said

    Reblogged this on Lista civica Movimento 5 stelle di Breda di Piave.

  2. emilianadefortis said

    <>. Un figlio, teoricamente perché in pratica al giorno d’oggi non si sa, prima o poi diventa totalmente autosufficiente, il disabile no, ci prova ma non lo sarà mai al 100%. C’è una cosa però da dire, i figli non nascono solo per essere imboccati, <>, un essere umano non sta al mondo per la sola esigenza di mangiare, se vuole vivere una vita dignitosa e non passare il resto della sua esistenza rinchiuso in casa per soddisfare solo i suoi bisogni primari (mangiare, cagare, pisciare e dormire), ma se volete eviterà persino di lavarsi per risparmiare. Alcuni disabili (la maggior parte non prende nulla) prendono una pensione che arriva ca. a 200€ al mese, e se prende l’accompagnatoria deve essere più morto che vivo probabilmente. Uno che non è capace neanche di alzare il cucchiaio per prendere la minestra e sbrodola e sbava dappertutto. Scusate la crudità….ma la vita di un disabile è fatta anche di questo. Poi c’è anche da considerare che ci sono disabili che per scelta o per forza non vivono presso la loro famiglia o che la famiglia non ha mezzi per prendersi cura di loro o addirittura se ne frega (come in certi casi di patologie mentali), che deve fare il poveretto ? Magari studiato e con un posto di lavoro part-time con il quale non riesce neanche a pagare l’affitto ? Viene da te a pranzo e a cena ? Lo inviti ? Perchè non facciamo una bella rimpatriata a casa tua con tutti gli iscritti all’AMNIC e poi vediamo che effetto ti fa ? E visto che anche io sono disabile e mi invidi così tanto, perchè non facciamo a cambio io e te da subito ?

    • marco barbon said

      Bisogna vivere queste situazioni per capire ,diceva Pasolini: panza piena non crede al digiuno. Scusa se ho trattato questo argomento in maniera superficiale ma non sono un giornalista di professione ma solo un ragazzo arrabbiato che vuole urlare,lo faccio per la Serena ,urlo per lei che voce non ha.

  3. […] “Sono felice di pagare delle tasse eque per quello che è il mio reddito, le pago volentieri come tutti i residenti in Italia, in cambio lo Stato, le regioni e i comuni amministrano ottimamente il territorio e garantiscono i servizi e la protezione sociale a tutti. Le cose funzionano e il primo pensiero di tutti è sempre il bene comune. I miei soldi sono spesi bene perchè qualsiasi sia la decisione da prendere prima vengono le persone e un utilizzo sano e parsimonioso delle risorse. La mattina mi alzo volentieri per andare al lavoro. Vado a guadagnarmi il salario che a me permette di soddisfare le necessità della mia famiglia e allo Stato di programmare il miglior futuro possibile con i contributi che giustamente mi trattengono per l’efficacia dei beni e servizi che mi vengono offerti. Siamo il primo Paese dove nessuno resta indietro e l’idea di comunità ha prevalso su tutti gli interessi. Che bel paese l’Italia. Come si vive bene in Italia. Il problema è che poi mi sono svegliato e questo era solo un sogno. Un sogno forse irrealizzabile che però mi ha fatto venire in mente una citazione che avevo letto da qualche parte: “nulla accade prima di essere stato un sogno”. Il ritorno alla realtà è stato brusco e doloroso, sul tavolo la busta paga della mia compagna che per due ore di supplenza ha avuto una retribuzione di euro 4,46 totali, il giornale parla di proteste delle commesse per le aperture domenicali, di Regione Lazio e consigli regionali.” marco barbon […]

  4. […] “Sono felice di pagare delle tasse eque per quello che è il mio reddito, le pago volentieri come tutti i residenti in Italia, in cambio lo Stato, le regioni e i comuni amministrano ottimamente il territorio e garantiscono i servizi e la protezione sociale a tutti. Le cose funzionano e il primo pensiero di tutti è sempre il bene comune. I miei soldi sono spesi bene perchè qualsiasi sia la decisione da prendere prima vengono le persone e un utilizzo sano e parsimonioso delle risorse. La mattina mi alzo volentieri per andare al lavoro. Vado a guadagnarmi il salario che a me permette di soddisfare le necessità della mia famiglia e allo Stato di programmare il miglior futuro possibile con i contributi che giustamente mi trattengono per l’efficacia dei beni e servizi che mi vengono offerti. Siamo il primo Paese dove nessuno resta indietro e l’idea di comunità ha prevalso su tutti gli interessi. Che bel paese l’Italia. Come si vive bene in Italia. Il problema è che poi mi sono svegliato e questo era solo un sogno. Un sogno forse irrealizzabile che però mi ha fatto venire in mente una citazione che avevo letto da qualche parte: “nulla accade prima di essere stato un sogno”. Il ritorno alla realtà è stato brusco e doloroso, sul tavolo la busta paga della mia compagna che per due ore di supplenza ha avuto una retribuzione di euro 4,46 totali, il giornale parla di proteste delle commesse per le aperture domenicali, di Regione Lazio e consigli regionali.” marco barbon […]

  5. Sono Paolo Beraldo di Movimento Handicap per la provincia di Treviso, vi invito tutti a visitare il sito del Comitato Genitori Ragazzi Disabili ULSS 9 (TV) http://www.handynoi.it . Siamo quei genitori che nel 2009 hanno contrastato con un ricorso al TAR la decisione dei sindaci dell’ULSS 9 di imporre quella che abbiamo battezzato da subito “tassa sui disabili”. Non posso che condividere quanto Marco Barbon scrive, mi fa piacere sentire di non essere solo in questa battaglia di pensiero, perchè di pensiero si parla, quello che al Sernagiotto manca. Il 5 di ottobre è un venerdì e per quel giorno la FISH Veneto ha organizzato a Treviso una Manifestazione Regionale delle persone disabili e loro famiglie contro la riduzione dei servizi, l’imposizione di tasse sulla disabilità, la mancanza di una seria politica del sociale, il vacuo pensiero del Sernagiotto e la sua mancanza di rispetto per i più deboli, probabilmente non conosce nemmeno La Convenzione O.N.U. sul diritto alle Persone con disabilità da come si esprime nei suoi dibattiti pubblici ed articoli di stampa. Non voglio dilungarmi troppo, perciò se volete darci una mano, visitate il sito e partecipate alla manifestazione con corteo.

    • marco barbon said

      Alla manifestazione ci sarò e cercherò di portare tutti i miei amici, e nel frattempo stiamo dando massima visibilità a questa iniziativa.

      • Grazie mille, il nostro è un segnale di civile manifestazione per richiamare l’attenzione sui diritti e non concessioni che sono sanciti dalla legge.

  6. […] via L’Italia disabile. Commenti all’articolo  del 21/09/12 […]

  7. […] voglio rimandare ad un articolo intitolato : L’Italia disabile e scritto […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: