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comunicato stampa M5S Treviso

Posted by loris13dn su 11 settembre 2012

David Borrelli :“Il cittadino deve poter dare il proprio contributo alla redazione del Piano senza difficoltà e non solo in fase di osservazioni. Si deve agevolare il suo intervento”.

IL PAT DI TREVISO NON E’ ABBASTANZA PARTECIPATO NONOSTANTE IL PIANO PREVEDA IL COINVOLGIMENTO DEI CITTADINI

Il Movimento 5 Stelle Treviso chiede che la legge sia applicata in tutte le proprie potenzialità. La legge non deve essere una pura formalità.

TREVISO, 11.09.2012 – “Non affermiamo nulla di straordinario” dichiara David Borrelli, Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Treviso “il PAT prevede che il cittadino debba poter partecipare alla redazione del Piano, è previsto che ci sia una consultazione in fase di progettazione del PAT e non solo in fase di osservazione, quando il PAT è stato già costruito e approvato. Il cittadino deve poter intervenire. A Treviso questa possibilità è stata data in due modi : facendo intervenire alcune associazioni – portatrici di vari interessi – che si accreditavano per poterlo fare e che hanno potuto dire la loro in fase di progettazione; e in quattro incontri pubblici organizzati dal Comune per informare la popolazione sulle caratteristiche del PAT.”

“Il nostro quesito è : perché un cittadino dovrebbe andare a una riunione affollata di estranei, nel mezzo di una discussione ? In queste condizioni difficilmente riuscirà a dare il proprio contributo. Il cittadino “continua Borrelli “ dovrebbe essere agevolato nell’offrire la propria opinione in modo autonomo, senza ostacoli, e dovrebbe poter redarre un documento con una propria proposta integrativa al PAT consegnando tutto direttamente al Comune. Abbiamo dunque fatto una richiesta al Comune in cui chiediamo che in fase di redazione il cittadino possa portare il proprio contributo senza dover passare attraverso un’associazione o un altro ente che lo rappresenta. Il cittadino deve essere messo nella condizione di consegnare il proprio documento in modo immediato : direttamente all’Ufficio Protocollo. Il PAT non dice che il cittadino debba intervenire solo nella fase delle osservazioni, anche perché in questa fase si possono chiedere solo piccole modifiche e correzioni marginali. Abbiamo chiesto ai tecnici e al presidente della Commissione se è possibile favorire la partecipazione diretta del cittadino. Ci hanno chiesto tempo. In un paio di giorni di informeranno e ci risponderanno”.

“E’ assai interessante che il cittadino possa contribuire in fase di redazione “ conclude Borrelli”  perchénon è detto che l’idea del Sindaco, della Giunta, dei Tecnici e dei Consiglieri, sia sempre la migliore. Il cittadino, che abbia o meno competenze specifiche, potrebbe benissimo avere un’idea più brillante, e non vedo perché il Comune se la debba perdere. E comunque è necessario ascoltare i cittadini sempre. Noi lo facciamo attraverso la Rete, lì il cittadino può esprimere la sua opinione, noi la facciamo nostra e la portiamo dentro il Comune. Ma quando il cittadino può intervenire direttamente, senza passare attraverso il consigliere, ben venga! Lo diciamo dal 2008. Avevamo detto che nel caso avessimo avuto il Sindaco, il nostro sindaco sarebbe dovuto andare il piazza almeno una volta alla settimana per ascoltare i cittadini. Forti di questa convinzione, ogni volta che il cittadino può leggittimamente intervenire con le proprie idee, noi chiediamo che questa possibilità diventi un fatto”.

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Una Risposta to “comunicato stampa M5S Treviso”

  1. la Tribuna di Treviso /
    Cronaca /
    Le 28 associazioni: cubatura zero per il Pat

    Ieri scadenza per le osservazioni: centro pedonalizzato, piano di rischio del Canova, stop al cemento

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    Stop alla cementificazione, pedonalizzazione del centro storico e maggiori attenzioni per la cura della qualità dell’aria. Sono queste, in sintesi, le richieste che 28 associazioni ambientaliste, culturali, di volontariato e del mondo dei commercianti, hanno presentato ieri all’ufficio protocollo di Ca’ Sugana. Ad accompagnare i centinaia di metri di carta con l’elenco dei contributi al Pat, il piano di assetto del territorio, è stata una delegazione di una trentina di persone. Un bel colpo d’occhio nel cortile del Comune. Fra loro Luigi Calesso, di “Un’Altra Treviso”, Berto Zandigiacomi, di ItaliaNostra, Stefano Dall’Agata, di Legambiente, Dante Faraoni, del comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto, Antonio Bottegal, di “Treviso Sos” e Luciano Franchin, candidato indipendente alle primarie del Pd. Ieri scadeva il termine ultimo per la presentazione dei contributi. Le associazioni hanno deciso di lavorare in squadra. Se ogni gruppo ha presentato il proprio contributo a seconda delle proprie competenze, agli uffici di Ca’ Sugana è stato depositato anche un documento univoco, firmato da tutti. Una sintesi delle istanze individuali per fare massa critica. «La peculiarità di questa iniziativa è la diversità dei movimenti che vi hanno partecipato», sottolinea Calesso, «questo documento univoco è frutto del lavoro di una sola settimana. Abbiamo fatto di tutto per completarlo entro la scadenza». I contributi sono anche il frutto di quanto raccolto dai cittadini nelle riunioni avvenute ad agosto a Prato della Fiera e a Monigo. «Abbiamo cominciato a lavorare il 18 luglio», dice Zandigiacomi, «ossia appena abbiamo saputo delle scadenze. Abbiamo chiesto più volte di posticipare la data del 5 settembre, per dare più tempo a tutti di esaminare il documento preliminare al Pat e di elaborare al meglio i contributi. Ma l’amministrazione ha negato la proroga. Noi continueremo a organizzare riunioni per raccogliere idee e proposte». A questo proposito, Dall’Agata aggiunge: «Ci spiace solo che manchi il contributo di qualche cittadino che magari, con tempi più dilatati, avrebbe potuto dire la sua sul futuro della città». Cosa chiedono le associazioni? Stop a ulteriori edificazioni in città, alla luce anche del fatto che non risulterebbero necessarie nuove case a Treviso: la popolazione non aumenta. Una presa di posizione per il blocco alle auto del centro. E l’aeroporto? fondamentale al più presto il Piano di rischio delle aree adiacenti.

    Laura Canzian

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