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Comunicato stampa MoVimento 5 Stelle Treviso.

Posted by loris13dn su 5 settembre 2012

David Borrelli :”Un’interpretazione errata della normativa potrebbe mettere nei guai parecchi impiegati, magari coloro che meno abbassano la testa di fronte ai poteri forti”.

DECRETONE SANITA’. LA POLITICA SI RIVELA SUDDITA DEI TECNICI E METTE A RISCHIO IL SERVIZIO PUBBLICO.

Il commento alle sole prime righe del Comma 4 dell‘Art. 1 mostra immediatamente tutte le zone d’ombra derivanti dalle soluzioni esclusivamente tecniche ai problemi sociali.

 

TREVISO, 04.08.2012 – “C’è uno stralcio del decreto Balduzzi che mi ha fatto sorgere alcune perplessità” afferma David Borrelli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Treviso. “Come si sa è in fase di realizzazione una riorganizzazione delle ASL regionali al fine di contenere la spesa pubblica, questione di per sé fondamentale e necessaria. Ebbene, leggendo il punto sul ‘Riordino dell’assistenza e la mobilità del personale delle aziende sanitarie’, ho trovato molte disposizioni assai dubbie. Lungi da me il voler tutelare l’intutelabile – e mi riferisco alla situazione di privilegio del settore pubblico – resto però convinto che il politico debba poter fare politica senza soggiacere a una sorta di sudditanza verso i tecnici, che dovrebbero essere al suo servizio e non viceversa. Credo inoltre che un’ interpretazione sbagliata della normativa possa mettere nei guai parecchi impiegati – magari quelli scomodi o coloro che più difficilmente sono disposti a piegare la schiena”. “Ma giungo subito alle perplessità derivanti dalla lettura dell’ ART. 1 C. 4 DELLA BOZZA DEL DECRETO BALDUZZI (Decreto legge recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute). Innanzitutto la ‘bozza del decreto Balduzzi’, presentata in pre-consiglio il 28-8-2012, doveva essere approvata a fine agosto” osserva Borrelli “ma una volta inviata alle Regioni, e anche grazie alla ‘opposizione dei medici’,l’approvazione è stata rimandata (forse al 05/09) al C. D. M. e sembra con il solito “metodo” della fiducia, per cui non è nemmeno discussa alle Camere ma solo approvata alla faccia della democrazia.” “Molto interessante, ad una prima lettura , è il comma 4 dell’art. 1 che riporto di seguito:

Art. 1 ( Principi fondamentali per il riordino dell’assistenza territoriale e per la mobilità del personale delle aziende sanitarie)

4. Per comprovate esigenze di riorganizzazione della rete assistenziale anche connesse a quanto disposto dall’articolo 15 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, le Regioni possono attuare, ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, processi di mobilità del personale delle aziende sanitarie con ricollocazione del medesimo personale presso altre aziende sanitarie della Regione situate al di fuori dell’ambito provinciale, previo accertamento delle situazioni di eccedenza ovvero di disponibilità di posti per effetto della predetta riorganizzazione da parte delle aziende sanitarie. Al personale che risulti comunque in eccedenza all’esito  della procedura di cui al primo periodo del presente comma, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 33 e seguenti del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e dell’articolo 2, comma 11, lettere a) ed e) e comma 12, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.

“Anche se vi è un rimando al D.Lgs 165/2001 e L. 135/2012 non sono chiari alcuni punti. Ad esempio, le prime righe, che cosa significano? Forse che unilateralmente individuo i servizi eccedenti e determino chi (persona) è eccedente? Dove sono i criteri oggettivi e i relativi indicatori che determinano:

1.   le modalità con cui verrà messo in mobilità il personale delle Asl di un servizio dichiarato in “eccedenza” ; a livello di singolo reparto e/o ufficio, sia sanitario che amministrativo, o di singola struttura; e con quali criteri si sceglierà di sopprimere es. un reparto e / o ufficio e/o una struttura piuttosto che un altro/a?

Forse a seguito di una riorganizzazione interna, ma riferita all’intera ASL?

2.   la riorganizzazione del servizio ed il reimpiego del personale all’interno della stessa area;

3.   l’individuazione delle persone fisiche (nome e cognome .. perché Tizio al posto di Caio?) in eccedenza o vige il metodo del solito raccomandato?

4.   dell’applicazione di questa norma, sarà interessato il personale del comparto o anche la Dirigenza?

5.   tale norma verrà applicata solo alle ASL o anche a tutti gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale?

6.   che ruolo ha ed avrà in tutto questo il Sindacato? E’ stato informato? E i partiti che si professano difensori dei lavoratori, non hanno fatto alcuna obiezione?

7.   perché tale comma è stato introdotto all’ultimo momento?

8.   ll personale interessato all’applicazione di questa norma, si sentirà libero di esprimersi nel suo lavoro, oppure vivrà una situazione di forte disagio, nei confronti dei suoi superiori, visto la spada di Damocle che penderà eventualmente sul suo capo?

“Concludendo” dice Borrelli “se questo comma passerà così com’è, assisteremo ad una vera e propria sudditanza della sfera politica alla sfera tecnica”.

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